Le Manifestazioni

Staff Only

LA PACE

 
 A C mano
Non sopporto
il peso intollerabile
di questa distruzione
di vita e di bellezza universale

da "Il Libro Liberato"

 
 
ko un
 
La strada non c'è.
Da qui in poi, speranza.
Mi manca il respiro,
da qui in poi, speranza.
Se la strada non c'è,
la costruisco mentre procedo.
Da qui in poi, storia.
Storia non come passato, ma come tutto ciò che è.
 

 da "Songs for Tomorrow"


 
Francesco Assisi b n
 

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

 

Canticus creaturarum


 
 


C'è un corpo in poltiglia
con crespe di faccia, affiorante
sul lezzo dell'aria sbranata.
Frode la terra.
Forsennato non piango:
affar di chi può, e del fango.
Però se ritorni
tu, uomo, di guerra
a chi ignora non dire;
non dire la cosa, ove l'uomo
e la vita si intendono ancora.
Ma afferra la donna
una notte, dopo un gorgo di baci,
se tornare potrai;
soffiale che nulla del mondo
redimerà ciò che è perso
di noi, i putrefatti di qui;
stringile il cuore a strozzarla:
e se t'ama, lo capirai nella vita
più tardi, o giammai.

"Voce di vedetta morta"


 
E antiche come il dolore
le mani dei massacrati
da fosse comuni
additano stelle avverse

da "Alle radici del dolore"


Oldani

 Non ci amareggia del tutto se il vicino
si fa un infarto per la lite in corso
ma con la guerra l'animo è diverso.
se non si è proprio là dove c'è il fatto
si è almeno in tanti contro gli oppressori,
lui garibaldi ci sarebbe andato
ma io se parto chi mi innaffia i fiori.

"La pace"

 

Calandrone
 
Rastrellavano bambini come grani di sabbia e come sabbia che
ubbidisce al vento erano muti. Nessuno
si difendeva: componevano dune inanimate, componevano cose
piegate al vento
sul sagrato, solo stringevano le foto addosso perché dopo
qualcuno desse il giusto nome
al corpo che ciascuno aveva usato da vivo. Seppellimmo Maria
dentro la scatola della sua bambola

"Sant'Anna, 12 agosto 1944"

 
 
07 SAPORITI

A mille versano lacrime
le stelle
spegnendosi ad una ad una
per non vedere.
Gli occhi questa notte sono torrenti in secca
bruciano dello stesso fuoco delle case
dello stesso terrore.
Non più voci né suoni
in Sant’Anna di Stazzema
il vento soltanto
miete a mannelli le parole dei testimoni.
 
da “Mai più " 

  
6830 

Era cenere la terra oltre i bastioni,
chiusa la fuga per terra e per acqua.

Si moltiplicò il male,
il drago che divorava le interiora:
le serpi nuotarono nella pece
disegnando cerchi sulla superficie.

da "La caduta di Bisanzio"


 
Carmelo Mezzasalma ritratto

Ho stretto in pugno quel foglio di giornale:
Pinochet è morto, Stalin è morto
ancora quando quei giovani alzano
la mano stesa come spada
sulla mummia del tiranno.
Ricordo allora quella giovinezza cilena
su cui piombò la violenza di quella mano:
Dio canta sempre di più su quelle morti,
e cantano anch'esse libere e vive.
Ma il tiranno è pianto, glorificato
come l'eroe che ha steso un cielo rosso
sulla città, sui prati poveri, sulle
lacrime di tutti: la follia umana
inventa stragi e rapide assoluzioni
in coloro che vedono la vita
come straccio da scartare.
Tu non odi nessun salmo funebre
quando così viene sepolta un'epoca:
il cardo, l'ortica, e non lumi di preghiera,
lavorano la terra di questi tiranni.
E fa silenzio, mio Dio, questa terra
esausta di violenze e di stermini,
silenzio dove cammina il tempo
in cerca d'infinito e la luna
si offusca tra le nuvole come il
pendolo spezzato dal grido.
Ecco, così il silenzio passa
sulle città del mondo ove i tiranni
cadono, uno dopo l'altro, come pietre
sull'acqua dello stagno innanzi casa:
e i morti cantano in versi bruciati.

da "Diario di preghiere. Poesie"


 

Alberto6

E' storia è cronaca; ironia.

Il corpo della carne non più mia.

La morta vita che ricerca ancora.

E lo scongiuro che morte scongiura.

Il piacere di tessere il futuro.

E come uscire evadere dal muro.

Che pesa sulle spalle che reprime

ogni messaggio ogni preghiera pia.

E come un amo, un suono nell'abisso

ed aspettare che ritorni l'eco

(foglio bianco che tiene compagnia).

E fede. E’ la speranza. Carità.

 

O solo un grafico, una registrazione

un segno di diffusa malattia.

 

E’ solo amore, amore come Dio.

 

da "Mille scuse per esistere"

 


 

FrancaBacchiega

Dal fondo dell’abisso
lungo una spirale di vertigine
risponde solo un’aria rauca
gelida d’umidità
soffio di un Dio dimenticato
nei crepuscoli delle sue eternità.
Ma vi si parla
dell’estasi gentile della terra
della fecondità delle sue ombre
del suo abbraccio silenzioso
attorno ai vostri corpi
– ossa –.
Noi che ci muoviamo a nostro agio
nell’acqua della distrazione
che distinguiamo appena
la differenza
fra necessità e mancanza
e fuggiamo con angoscia
la polpa del dolore,
perplessi, l’un l’altro ci osserviamo
in quella strana luce verde
arborea, tenera, irreale
un errore in quella landa carsica.
Teniamo i toni bassi
per tema di sbagliare
rotolano parole dalle nostre labbra
si smagliano
scivolando sotto i nostri piedi.
Eppure dev’esserci
un inno da cantare
sepolto fra le pieghe
che infestano il subconscio
ben nascosto sotto le memorie
sotto l’erba della storia.
Devono affiorare certe note
devono salire alla coscienza
secche come certe verità
chiare, cadenzate
come i passi di un cavallo
che rimonti, nella notte,
un sentiero di montagna.
 
"Foibe"

 
wislawa szymborska
 
Sono piombati i vagoni
che qui trasportano i nomi,
e dove poi questi andranno
e se mai scenderanno,
non chiedete, chissà, non lo so.
Il nome Natan picchia l’impiantito,
il nome Isacco canta impazzito,
il nome Sara implora acqua per il nome
Aronne, che in tanto di sete muore.
Non saltar giù, nome di Davide.
Tu sei un nome che porta a sventura,
che a nessuno è dato, spaesato,
averlo qui è una gran sciagura.
Tuo figlio abbia nome slavo,
ché qui ogni capello viene contato,
ché qui bene e male sono distinti
in base al nome e ai lineamenti.
Non saltar giù. Il figlio sarà Casimiro.
Non saltar giù. Non è ancora l’ora.
Come una risata echeggia la notte
e scimmiotta la ruota che batte.
Una nuvola d’uomini passava,
due gocce, una lacrima restava,
due gocce, una lacrima, arsura.
I binari vanno nella selva scura
Tu-tum fa la ruota. Non c’è uscita.
Tu-tum. Corre il treno delle grida.
Tu-tum. Destata nella notte sento
tu-tum, i colpi sordi del silenzio.
 
"Ancora"

 

 PieroNissim

Salvato ho una farfalla
rimasta rovesciata,
le ali nell’acquaio.
Piano l’ho sollevata
un soffio e l’ho asciugata.
Poi l’ho lasciata in volo
nel cielo dell’agosto.
Per oggi sono a posto.
 
"Un buon giorno" 

 Thich nhat hanh

Prendimi per mano.
Cammineremo.
Cammineremo soltanto.
Sarà piacevole camminare insieme.
Senza pensare di arrivare da qualche parte.
Cammina in pace.
Cammina nella gioia.
Il nostro è un cammino di pace.
Poi impariamo
che non c'è un cammino di pace;
camminare è la pace;
non c'è un cammino di gioia;
camminare è la gioia.
Noi camminiamo per noi stessi.
Noi camminiamo per ognuno
sempre mano nella mano.
Cammina e tocca la pace di ogni istante.
Cammina e tocca la gioia di ogni istante.
Ogni passo è una fresca brezza.
Ogni passo fa sbocciare un fiore sotto i nostri piedi.
Bacia la terra con i tuoi piedi.
Imprimi sulla terra il tuo amore e la tua gioia.
La terra sarà al sicuro
se c'è sicurezza in noi.
 
"Prendimi per mano"

 

 Tagore3

Qui è il tuo sgabello
e qui riposa i tuoi piedi
 dove vivono i più poveri,
  i più umili, i perduti.
 
    Quando a te io cerco d'inchinarmi,  
                    la mia riverenza non riesce ad arrivare                    
   tanto in basso dove i tuoi piedi
 riposano tra i più poveri,
  i più umili, i perduti.
 
L'orgoglio non si può  accostare  
  dove tu cammini, indossando
  le vesti dei più poveri,
 dei più umili e dei perduti.
 
Il mio cuore non riesce a  trovare
la strada per scendere laggiù
  dove tu ti accompagni a coloro che non hanno  
 compagni, tra i più poveri,
  i più umili, e i perduti.
 
"Gitanjali X"
 

 
David Maria Turoldo
 
Certo: bellezza m'incanta
e innamora e inni
dolcissimi comporre
vorrei a un fiore, alla viola
che spunta e ammicca
al sole mite
di primavere, quando
 
il richiamo di te, infinita
Bellezza, rompa il canto
e tutto, tutto
si scolora:
 
allora
anche la rondine
che già saetta intorno
alla torre, ebbra
di gridi e sempre
più alta, immagine è
del mio emigrare...
  
"Mio emigrare"
 
 

 
Nelson Mandela
 
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
 
E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?"
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
 
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.;
 
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
 
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
 
“La meditazione”

 

Alberto9

                                                                

Era                                       

il giorno e l'ora della signoria.

Quando i giganti tacevano tutti

 

ed un piccolo dito comandava

con amata perfetta onnipotenza.

 

Era quando l'amore lo creava,

e d'essere minuscolo (neppure)

 

temeva o ricordava. Ed anzi Era.

  

 

"La creazione "

 
Ante Zemljar
 
stretto nel tempo decisivo, con le urla di Giobbe
tremavo nel cuore innocente per le offuscate cognizioni
i fragorosi mulini consumavano il mio riposo
 
i vortici inseguivano gli stracci della mano generosa
 le putride spighe altrui mulinavano per la mia pagnotta
 
le pietose spine delle acacie strinsi come protezione
accolsi la siccità dell'inverno come dono promesso
 
ripagai il sangue versato, pietra su pietra
nella banca senza fondo dove non iscrissero il mio nome
 
nei gemiti soffocati mentre mi bastonavano a tutta forza
non riuscii ad alzare le ali
 
rimasi dissanguato come un uccello ferito
 

"Le ali lacerate del giorno"

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