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Ho avuto un lampo, un lampo ed ho veduto
il mio futuro, futuro trapassato.

Tutto era vecchio, vecchio e impolverato.



 
Ho camminato un po' distrattamente
non ho guardato niente attentamente.
 
Ho svolto un filo lieve pigramente
come la chiocciola bagna lo stelo.
 
Forse ho sofferto meno: almeno spero,
ma ho temuto sempre (e ancora temo).
 
Passa lontano il tuono supera la cima
rotola tondo al piano sotto la collina.
 
Un brivido s'allunga, bagna l'aria fina.


 
Non posso più cambiare.
Non ho cambiato mai.
 
Non posso che ripetere
ripetere il volo.

Infanzia. E poi?

Tutta la vita
seguendo i sogni
miei ricalco i sogni tuoi.

Puerizia. E poi?
I lunghi pomeriggi sotto i tigli
i giochi sciatti tra macchie di sole.

E poi?
Guardo la mano che scrive per gioco
Il cuore pulsa, e ripulsa, nel vuoto.

L'io
che sa di non essere
s'inventa mille scuse per esistere.


 
Sono bambini che giocano al sole
e fanno dei castelli sulla sabbia.
 
Un po' maldestri in questo loro fare.