21 febbraio 2014 - "Cialde" di Pietro Manzella

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Creato Lunedì, 03 Febbraio 2014 15:22

Incontri Letterari alle Giubbe Rosse

Venerdì 21 febbraio 2014 - ore 18,00
Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse
Firenze, Piazza della Repubblica 13/14 r.

 

LaFondazione il Fiore
ha il piacere di invitare gli Amici alla presentazione del libro

Cialde
di Pietro Manzella
(Pungitopo editrice, 2013)

cialde cover

Letture di
Patrizia Cannavò, Leonardo Ceccatelli 
Alessandra Ferrari, Ilenia Maiorana 
Salvatore Maiorana, Pippo Mazza
Grazia Rombolini, Eliana Terzuoli

Regia e Conduzione artistica: Aldo Redi Di Criscio
(Direttore del Bausette Theatre)

Sarà presente l’Autore

Coordina Maria Giuseppina Caramella

 

Info: 055.225074
www.fondazioneilfiore.it
www.facebook.com/FondazioneilFiore

* * *

«La musa Erato è tornata a visitare il Poeta, soffiandogli nel petto il dolce alito dell’ispirazione e del canto amoroso. […]» (dalla prefazione di Aldo Redi Di Criscio). «Le sensazioni irrefrenabili che a volte si affollano dentro di me, spesso mi impongono una liberazione: ecco che il magma opprimente delle emozioni, “deve” necessariamente fuoriuscire. Tale “vulcano delle sensazioni” lancia i suoi incandescenti lapilli in versi precisi e liberatori. Ecco, quindi, che la poesia diventa per me strumento di comunicazione immediata tra il poeta ed il mondo che lo circonda. Se manca tutto ciò, significa che il lapillo lanciato si è raffreddato lungo la parabola ed ha perso la sua forza di penetrazione, ancora prima di raggiungere l’obiettivo. Allo stesso modo, l’ispirazione che colpisce il poeta lo rende immobile, quali di sale, nella relazione con il mondo esterno. Dopo quell’attimo, però, inizia il lavorio magmatico-intellettivo-creativo che lo porta all’esplosione vulcanica. La vita dell’uomo è, pertanto, improntata alla ricerca di se stesso, delle proprie capacità intellettive, delle proprie qualità umane. Tali doti fanno parte del tessuto connettivo dell’intera umanità, in cui esistono valori e disvalori. Su ciascuno di noi incombe l’onere di saperli discernere e reimpostarli, secondo un criterio di universalità, per farli durare nel tempo e proiettarli in alto verso mete rivolte alla ricerca della sapienza e della conoscenza perdute, alla ricerca delle origini oltre la materialità.» (Pietro Manzella)