Le Manifestazioni

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18-19 maggio 2017 - "DOVE/NON DOVE Luoghi visti Luoghi immaginati"

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Ideazione: MARIA TERESA COLONNA, MARIA FANCELLI, VALENTINA FIUME, ROSALIA MANNO, ERNESTINA PELLEGRINI, DIEGO SALVADORI, ALESSANDRA SCAPPINI, ANNA SCATTIGNO, CARLA ZARRILLI

Coordinamento artistico: MASSIMO ALÌ

Allestimento scenico: FRANCESCA LEONI

Incontri: IGIABA SCEGO

Letture e Performance teatrali: FRANCESCA CIULLINI, GIANNA DEIDDA, VALENTINA FIUME, SOFIA GIANNOZZI, ANGELA GIUNTINI, ENRICA PECCHIOLI, VANIA ROTONDI, LE ALLIEVE DELLA SCUOLA DI RECITAZIONE E DOPPIAGGIO TEATRO A MANOVELLA DI MASSIMO ALÌ.

Musica: ANDREA LASCHI

Danza: WANG XUEJIAO, Istituto Confucio

In collaborazione con: Archivio di Stato di Firenze; Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Firenze

Con la partecipazione di: Istituto Confucio, presso l’Università degli Studi di Firenze

Con il contributo di: Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

 

DOVE/NONDOVE

Giovedì 18 e venerdì 19 maggio, dalle 15.30 del giovedì alle 19.30 del venerdì, si svolgono presso l'Archivio di Stato di Firenze, nell’auditorium, nella sala delle mostre e in galleria eventi di poesia, di teatro, di danza, lungo un percorso in cui si incontrano preziosi portolani, “libri” di artiste contemporanee, documenti fotografici, frammenti letterari, suoni e sequenze di immagini, attorno al tema dei Luoghi. Luoghi della memoria, del cuore, dell'immaginario, costruiti con materiali diversi: testi di poesia e prosa, scritture autobiografiche, visioni, lettere, sogni, dialoganti con opere d’arte su supporti e materiali diversi.

Concepito come un work in progress, abbiamo creato un parco immaginario, all'interno del quale verranno raccolti luoghi che narrano storie, visioni, memorie, utopie. L'assemblaggio e l'allestimento dei diversi materiali (testi e opere d'arte) non seguiranno logiche disciplinari o cronologiche, ma piuttosto assonanze, in un gioco di spaesamento che condurrà i visitatori del festival e del parco virtuale a incontri inediti con memorie ed emozioni.

Autrici dei paesaggi che si incontreranno negli eventi del festival e nel parco sono donne di tempi e luoghi diversi e lontani tra loro: dalle pellegrine dei primi secoli cristiani alle archeologhe italiane del primo ‘900, dalle mistiche occidentali alle surrealiste, a scrittrici e poetesse dell’età moderna. Apparterranno soprattutto alla contemporaneità le opere d’arte in mostra.

In mostra appariranno immagini fotografiche di storie di vita e di viaggi di scrittrici – artiste e proiezioni di immagini di performances, opere fotografiche e still frames da video di artiste contemporanee che esprimono la loro ricerca, concentrata sul rapporto tra corporeità e mondo naturale, alterità e paesaggi artificiali, differenze di genere e di contesti socio culturali, alla riscoperta di un mondo primordiale, dell'inconscio e del fantastico surreale, della propria identità come affermazione di sé utilizzando talora l'high-tech e le tecnologie soft.

La manifestazione è ideata e promossa dall'Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne “Alessandra Contini Bonacossi”, in collaborazione con l'Archivio di Stato di Firenze, il Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Firenze, l’Istituto Confucio presso l’Università degli Studi di Firenze.

Con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

 

PROGRAMMA

18 MAGGIO

 

15.30

Sala delle Mostre

Presentazione del percorso espositivo

interventi musicali di ANDREA LASCHI

 

16.30

Auditorium

Inaugurazione

CARLA ZARRILLI, direttrice dell’ Archivio di Stato di Firenze

ROSALIA MANNO, presidente dell'Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne

NICHOLAS BROWNLEES, direttore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali

 

17.00 - 17.45

Auditorium

Incontri

IGIABA SCEGO, “Adua, un romanzo sul colonialismo"

 

18.00

Sala Mostre

Calligrafie teatrali

ILARIA ROMEO, "Le archeologhe della Scuola d'Atene"

Emilia Rosmini De Sanctis (FRANCESCA CIULLINI)

Harriet Boyd (VANIA ROTONDI)

Margherita Guarducci (ENRICA PECCHIOLI)

Enrica Fiandra ( ENRICA PECCHIOLI)

interventi musicali di ANDREA LASCHI

 

19.00

Sala Mostre

Calligrafie teatrali

ERNESTINA PELLEGRINI, "Le lontananze inesplorate"

Marguerite Yourcenar (VANIA ROTONDI)

Alexandra David-Néel ( ENRICA PECCHIOLI, VANIA ROTONDI)

interventi musicali di ANDREA LASCHI

 

19.45 Apericena

 

21.00

Galleria

Maria Zambrano, "La tomba di Antigone" (ANGELA GIUNTINI)

interventi musicali di ANDREA LASCHI

 

***

19 MAGGIO

9.30

Auditorium

"ATELIER TRA/LOCANDO"

Seminario del Dottorato di ricerca in Lingue, Letterature e Culture Comparate (Letteratura e filologia: prospettive interculturali) del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Comparate dell’Università degli Studi di Firenze, a cura di DIEGO SALVADORI.

Coordina: Ernestina Pellegrini

Partecipano:

LUCA BARATTA, "The Midwives Book di Jane Sharp (1671): paesaggi anatomici in un manuale di ostetricia del Seicento inglese"

FRANCESCA DI MEGLIO, "Josefina Plà, naufraga aggrappata a un paesaggio"

VALENTINA FIUME, "Radure"

TINA MARAUCCI, "Latife Tekin: lo sguardo “periferico” su Istanbul"

DIEGO SALVADORI, "Mare del corpo, mare della mente… Sylvia Plath e lo spazio acquatico"

 

12.30

"Dove/nondove. Il parco virtuale"

presentazione (DIEGO SALVADORI)

 

13.30

ALESSANDRA SCAPPINI, "Il paesaggio totemico. Un percorso per immagini". Leonora Carrington; Leonor Fini; Kay Sage; Dorothea Tanning; Remedios Varo

 

14.30 buffet

 

15.30

Sala Mostre

Calligrafie teatrali

ERNESTINA PELLEGRINI, "Luoghi, figure e tempi sospesi"

Idolina Landolfi (GIANNA DEIDDA, interventi musicali di ANDREA LASCHI )

Else Lasker Schüler (ENRICA PECCHIOLI)

interventi musicali di ANDREA LASCHI

 

16.00

Sala Mostre

Calligrafie teatrali

DIEGO SALVADORI, "Il paesaggio distrutto"

Kiki Franceschi

Latife Tekin

Svletana Aleksievič

(LE ALLIEVE DELLA SCUOLA DI RECITAZIONE E DOPPIAGGIO TEATRO A MANOVELLA)

 

17.00

Galleria

"The Life Nap"

1. China folk Dance (WANG XUEJIAO, SERENA SPAGNOLO, YANG JINGJING, XU ZE, SHANG LIANGJIE, LIU YAJIE, HE ANJING)

2. Xinjiang Dance (MIREA MUHAMMAT)

3. Wash Painting and Wing Chun Kong (Fu LUO YUEZHANG, LIANG CHAONI

4. Poem sing (CHENG KAILIANG, ELENA DUGHERI)

 

18.00

Sala Mostre

"Dove/nonndove. Paesaggi di/versi"

Rina Sara Virgillito, MarÍa Zambrano, Elizabeth Bishop, Marianne Moore, Liliana Ugolini, Elda Torres, Cristina Campo, Antonia Pozzi, Mariella Bettarini, Elena Salibra (GIANNA DEIDDA, VALENTINA FIUME, SOFIA GIANNOZZI, ANGELA GIUNTINI, ENRICA PECCHIOLI)

 

Nella Sala Mostre sono esposti:

 

"Carte nautiche (XV e XVI secolo)" dell'Archivio di Stato di Firenze

"Frammenti in poesia e prosa" di MARA AMOREVOLI, ANNALENA ARANGUREN, FRANCA BACCHIEGA, INGEBORG BACHMANN, DJUNA BARNES, MARILLA BATTILANA, FRANCA BELLUCCI, MARIELLA BETTARINI, ELISA BIAGINI, ELIZABETH BISHOP, HELLE BUSACCA, CRISTINA CAMPO, ANNA MARIA CARPI, DONATELLA CONTINI, MARINA CVETAEVA, ALBA DONATI, LETIZIA FORTINI, GIOVANNA FOZZER, KIKI FRANCESCHI, MARGHERITA GUIDACCI, ELFRIEDE JELINEK, ROSARIA LO RUSSO, GABRIELLA MALETI, ANNAMARIA MANETTI, ALDA MERINI, MIKIÇA PINDZO, ANTONIA POZZI, BRENDA PORSTER, BARBARA PUMHÖSEL, MONICA SARSINI, WISŁAVA SZYMBORSKA, EVA TAYLOR, ANNARITA ZACCHI, SIMONE WEIL

 

“Libri” delle artiste:

ORNELLA BARATTI BON, ANNA MARIA BARTOLINI, MIRELLA BENTIVOGLIO, GIULY CORSINI, KIKI FRANCESCHI, LUCIA MARCUCCI, ARTEMISIA VISCOLI, FLORA WIECHMANN SAVIOLI

 

"Fotografie dell’Africa Orientale" dall’archivio di ESTER PANETTA

 

"Fotografie" di GABRIELLA MALETI, ELEONORA TOLU, CECILIA TOSQUES

 

Il percorso comprende inoltre video, fotografie e immagini che documentano:

I viaggi di Alexandra David-Néel in Tibet, il diario di campo di Enrica Fiandra a Creta, i viaggi di Anne Marie Schwarzenbach e Ella Maillart, il “linguaggio della dea” di Marija Gimbutas, le memorie fotografiche di Marguerite Duras, la danza di Loïe Fuller, performances, opere fotografiche e video di artiste contemporanee tra corpo natura e società: Marina Abramovic, Valie Export, Regina José Galindo, Joan Jonas, Ketty La Rocca, Ana Mendieta, Mariko Mori, Shirin Neshat, Gina Pane, Pipilotti Rist, Isabel Rocamora, Cindy Sherman, il Nu Shu, linguaggio segreto delle donne in Cina

 

Coordinamento scientifico e selezione delle scritture: VALENTINA FIUME, ROSALIA MANNO, ERNESTINA PELLEGRINI, DIEGO SALVADORI, ANNA SCATTIGNO

Con la collaborazione di LARA BOGANI, ELEONORA BRUNETTI, SILVIA CARDINI, DINORA CORSI, ELISABETTA DEL LUNGO, FEDERICO FASTELLI, GABRIELLA GATTI, ELENA GHEZZI, SOFIA GIANNOZZI, GINEVRA MAIORINO, DUCCIO MELANI, PAOLO ALVISE MINIO

Letture: GIANNA DEIDDA, ANGELA GIUNTINI, SOFIA GIANNOZZI, VALENTINA FIUME, GINEVRA MAIORINO, ENRICA PECCHIOLI, VANIA ROTONDI, FRANCESCA CIULLINI, LE ALLIEVE DELLA SCUOLA DI RECITAZIONE E DOPPIAGGIO TEATRO A MANOVELLA

Ricerca iconografica: ROBERTO FUDA, MARINA LAGUZZI, ROSALIA MANNO, PAOLO ALVISE MINIO, ERNESTINA PELLEGRINI, ILARIA ROMEO, DIEGO SALVADORI, ALESSANDRA SCAPPINI, CARLA ZARRILLI

Selezione delle immagini e montaggi: ALESSANDRA SCAPPINI

Allestimento fotografico: DARIO CAIANI

Brani registrati: selezione di VALENTINA FIUME (Rina Sara Virgillito, MarÍa Zambrano, Emily Dickinson)

legge ENRICA PECCHIOLI

 

"Dove/nondove (il parco digitale)"

a cura di DIEGO SALVADORI

Si ringraziano per la collaborazione: l'Archivio di Stato di Firenze che ha reso possibile l'esposizione delle Carte nautiche, dei “Libri” di artiste e delle fotografie di Ester Panetta, il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Comparate dell’Università degli Studi di Firenze per l'organizzazione dell'Atelier TRA/LOCANDO, l'Istituto Confucio presso l'Università di Firenze per la performance di danza Behind Life, DANIELE CIUFFARDI, Webmaster dell'Archivio di Stato di Firenze, SONIA CAFAGGINI, Funzionario per la promozione e comunicazione dell'Archivio di Stato di Firenze

 

Il nome del festival è ispirato a Rina Sara Virgillito, Nel nondove, in Incarnazioni del fuoco

 

in copertina: Remedios Varo, "Alle fonti dell'Orinoco". Contaminazione di Vittorio Tolu

 

Proclamazione dei vincitori del Premio di poesia "Penelopeia. Variazioni sul tema della tessitrice"

Bando di concorso nazionale premio di poesia

Penelopeia

Variazioni sul tema della tessitrice

Proclamazione dei vincitori

 

Si è concluso l'innovativo «Bando di concorso nazionale premio di poesia» promosso dalla Casa Editrice ETS http://www.edizioniets.com/premiopenelopeia/ che ha stimolato un buon numero di studenti delle scuole secondarie superiori d'Italia a proseguire la storia lasciata in sospeso da Francesca Nenci al termine della sua opera:

Le dee scomparvero, d’un tratto, silenziose.
La zattera-letto nuziale attendeva sulla riva: 
«sempre ambiguo rimarrà il suo aspetto», 
disse fra sé Penelope, e si chiese:
«il ricordo di Ulisse è rimasto in me 
vivida fiamma?» Sorrise, 
senza darsi, al momento, una risposta.

 

I lavori sono stati valutati dai seguenti giurati: Prof. Francesca Nenci, autrice; Dott. Sandra Borghini, editore; Prof. Michele Battaglino, scrittore e poeta; Prof. Davide Caramella, direttore della clinica radiologica di Pisa; Prof. Rosanna Prato, presidentessa di AsteroideA; Prof. Marco Santagata, docente di letteratura italiana Università di Pisa, scrittore, critico letterario; Dott. Roberto Scarpa, scrittore-attore.

La Giuria si è espressa nel modo seguente:

1° premio a Marcos ROVINI (Liceo Classico «Carducci» Volterra);

2° premio a Annamaria DOGNINI (Liceo Classico «Arici»Brescia)

3° premio a Pietro Geuna (Liceo Classico «D'Azeglio» Torino).

L'autrice ha selezionato un quarto elaborato che ha ritenuto degno di una menzione speciale, scritto da Federica Vallazza (Liceo Classico «Arici»Brescia).

Premio Penelopeia - 2017

GIUDIZI SUI TRE VINCITORI

(a cura di FRANCESCA NENCI)

premio: Marcos ROVINI (Volterra)

Penelope sorrise

Il testo, ampio e costruito con cura, si articola in tre parti; il titolo generale, rinvia, breviter, sia al finale di Penelopeia, sia a quello che chiude l'elaborato di Rovini. Nella prima parte del lavoro si distingue per icasticità il brano che occupa le tre strofe iniziali, che potremmo definire un Notturno. La seconda parte è intitolata Il sogno, la terza Il risveglio. In ognuna di queste parti trovo interessante la costruzione della trama ed il frequente cambiamento del punto di vista: una tecnica che in narratori come Henry James raggiunge la perfezione e che il nostro studente mostra di conoscere e di farne un uso discreto ed efficace. Nella prima parte del testo è dominante la figura di Ulisse, il racconto del suo viaggio, la sua sete di conoscenza; si apprezzano poetici squarci di cieli notturni e di paesaggi marini. Emergono nel contempo la solitudine di Penelope e la sua angoscia nei lunghi anni dell'attesa. Nella seconda parte dominano immagini come grandi quadri: il «Sole narciso» dardeggiante, una nave squarciata e un uomo, Ulisse, «scavato dal sale» e chiamato «tessitore d'inganni». Il punto di vista ora è cambiato ed è quello di Penelope che si chiede se quello è l'uomo che amò, «marito traditore». Il racconto del viaggio di Ulisse si snoda con ampi rinvii a Dante (Inferno XXVI, VIII cerchio, VIII bolgia). Emerge nell'eroe stanchezza della vita e attesa della morte. Il punto di vista di nuovo cambia nella terza parte (Il risveglio), dove è Penelope che medita sulla sua sorte; si nota un breve riferimento alla I° parte di «Penelopeia», quando l'eroina decide di prendere il mare, gridando «libertà». Rovini però tratteggia una Penelope in preda a malinconia e assalita dal pensiero della morte, non solo sua e di Asteria, ma di tutti i mortali; teme anche che nessuno dei posteri di lei serbi ricordo. Brusco il cambiamento nell'ultima strofa che si chiude con un raffinato aprosdoketon: «un fiore schiudeva il suo candido calice./I petali bagnati dalla luce del sole./Penelope lo colse e/sulle note delicate di quel/morbido profumo,/sorrise, confondendo i sensi suoi».

premio: Annamaria DOGNINI (Brescia)

Raffinatezza e candore sono le caratteristiche fondamentali che pervadono tutto il lavoro di questa alunna ginnasiale. In uno stile semplice e piano, Annamaria si sofferma e rielabora, e talora rovescia, i temi più significativi di Penelopeia. Il desiderio del ritorno a Itaca è, infatti, per la sua Penelope un sentimento più forte della «fame di conoscenza» non saziata, ma che, rimasta fortemente radicata nel suo cuore, assimila lei, regina, ma, in questa sua rivisitazione, soprattutto donna, moglie e madre, al marito-eroe. Quindi, il desiderio del viaggio, cui la spingono la brama di libertà e l'istinto di ribellione, sono assai meno forti dell'amore per Ulisse, per Asteria e per Asterione. È infatti il tema del ritorno, del nostos che prevale e che pervade Penelope: per lei la casa è il porto sicuro, che nel suo soliloquio le fa dire «questa era la sua scelta di libertà». Ritengo tale affermazione una dolcissima dichiarazione d'amore e, in tempi turbinosi e forieri di angoscia, una voce forte, chiara, genuina, certo non ingenua, che invita alla speranza e genera serenità. Si nota, a sottolineare il senso di sacralità, l'uso dell'iniziale maiuscola in aggettivi e nomi che riguardano la famiglia: v. 2 «la Sua casa», v. 13 «Madre e Moglie» e nell'ultima pagina «Eroe» e «Uomo». Il finale presenta un inusitato Ulisse, che appare a Penelope, a prima vista, come una «sagoma» irriconoscibile, per l'atteggiamento dimesso, umile, poiché è divenuto uomo da eroe che era: si tratta di una metamorfosi congruente con la storia finora narrata. Una bella storia direi, una continuazione di Penelopeia che, tolto il velame del mito, appare vera; del resto Penelope ed Ulisse ed altri eroi ed eroine, in quanto archetipi iscritti nel nostro immaginario collettivo, continueranno a vivere, finché ci sarà qualcuno che li renderà protagonisti di una nuova storia. Anche in questa, narrata da Annamaria, ci sarà senza dubbio chi si riconoscerà in loro.

premio Pietro GEUNA (Torino)

Senza soluzione di continuità il lavoro di Pietro si collega al finale di Penelopeia, come se già facesse parte integrante del testo a continuare la storia dell'eroina. Dubbi ed ansie assalgono Penelope ed il suo sorriso subito svanisce: del resto non è Ulisse che l'avvolge in un abbraccio d'amore, ma sono i dubbi ed una grigia malinconia, che nello svolgimento della storia diventa una compagna sempre più tetra: pochi ed illusori i lampi di luce che accendono i suoi occhi e le sue guance.

Penelope si pone domande a cui non sa, e non può, dare una risposta, quindi si arrende, ormai certa che «Amore non ama l'Amato/ma se stesso riflesso, puro concetto». Infine lei ed Ulisse si ritroveranno, ormai vecchi, e ritorneranno insieme a Itaca «canuti e abbracciati nella lentezza dei giorni/ in cui Proci e Ciclopi eran solo ricordi»; ormai «era morto l'amore, nient'altro di meno». Il ritmo dell'ultimo versetto: «Da quel giorno, non tessé più» suona inaspettato, sia perché metricamente tronco, sia perché, lasciando, come si richiede nel Bando, ancora aperto il finale, stimola il lettore a chiedersi quali mai saranno le altre avventure di una Penelope non tessitrice.

L'Autrice di Penelopeia ha sempre ritenuto, e nel leggere il lavoro di Pietro ancor di più ritiene, che fare la parafrasi di una poesia sia distruggere la poesia stessa; spero di non averlo fatto. A mio giudizio i versetti di Pietro sono pura poesia, con effetti musicali notevoli; prevalgono gli endecasillabi, alcuni terminanti con parole tronche o monosillabiche (cercar, squarciò, già, svegliò, no, baciò). Ultimo, ma non ultimo, la sua poesia è soffusa di filosofia, la sua filosofia.

MENZIONE SPECIALE DELL'AUTRICE DI PENELOPEIA

a Federica VALLAZZA (Brescia)

Il lavoro di Federica si distingue per notevole lunghezza, poiché l'alunna aggiunge 12 parti (ca. 27 cartelle) al poemetto Penelopeia. Questo suo lavoro, forse anche per la particolare lunghezza, presenta una forma non sempre consona a quella dei versetti liberi (come richiede il Bando) ed un lessico talora poco adeguato ad un genere letterario poetico. Certo è che Federica si fa apprezzare sia per l'impegno profuso e, ancora di più, per la sua fertile vena narrativa, per la sua capacità di inventare storie ricche di colpi di scena e, quindi, di peripezie. Il suo lavoro, inoltre, testimonia una lettura attenta e scrupolosa del poemetto tanto che di esso, per una sorta di genuina aemulatio, riprende temi e motivi con opportune variazioni.

 

I Premi ai vincitori sono stati offerti dalla

Casa editrice ETS e dalla Fondazione il Fiore

 

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18 maggio / 6 giugno / 22 giugno 2017 - "Incontri di poesia in Biblioteca 2017" in ricordo di Elena Salibra

 
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